UN PREGIUDICATO AL QUIRINALE

 

Non ho nessuna simpatia per i grillonzi, e tanto meno per i legaioli; questa volta, però, non posso far altro che concordare con il loro atteggiamento: rifiutare il confronto con il presidente della Repubblica in vista della formazione del nuovo Governo.

A cosa dovrebbe mai servire andare a fare due chiacchiere con Re Giorgio II se questi ha già deciso di conferire l'incarico a Don Matteo Renzi, e l'unica alternativa possibile è l'andare alle elezioni per rinnovare, oltre a quello europeo, anche il Parlamento nazionale?

Detto questo - ed evitando di far notare l'enorme risparmio che si realizzerebbe nel caso a maggio si votasse anche per questo - resta da analizzare la composizione delle delegazioni dei partiti che vanno da Sua Maestà a baciare l'anello ed offrire o meno il proprio appoggio alle sue intenzioni.

Mentre il Partito

 (sedicente) Democratico presenta un gruppetto di cui non fa parte il segretario-sindaco-presidente, i forzitalioti sono guidati dal Delinquente di Arcore: questi è un pregiudicato - condannato in via definitiva a quattro anni per evasione fiscale, ed in primo grado a sette anni per prostituzione minorile - e, in quanto tale, dovrebbe stare nel carcere milanese di San Vittore, non certo incontrare la massima carica dello Stato borghese.

 

Genova, 16 febbraio 2014

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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